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  • Il ruolo centrale del riassicuratore

    Il ruolo centrale del riassicuratore

    La crescita dei rischi climatici, le pressioni inflazionistiche e l’evoluzione delle minacce informatiche rafforzano il ruolo della riassicurazione tradizionale nella stabilità del mercato assicurativo. È l’analisi di Munich Re, secondo cui anche periodi prolungati di sinistralità contenuta non modificano la tendenza di lungo periodo all’aumento delle perdite e delle esposizioni.

    Dal 1980, le perdite assicurate provocate dalle catastrofi naturali in Europa sono aumentate in media del 5% all’anno, con un’accelerazione nell’ultimo decennio. Un andamento che, secondo il riassicuratore tedesco, richiede alle compagnie una maggiore capacità di valutazione dei rischi e partner in grado di garantire risorse finanziarie e supporto tecnico anche nelle fasi più difficili del mercato.

    «I periodi caratterizzati da perdite inferiori dovute alle catastrofi naturali non devono indurre a sottovalutare i rischi futuri», afferma Clarisse Kopff, membro del Consiglio di amministrazione di Munich Re responsabile della riassicurazione Property & Casualty in Europa e America Latina. La riassicurazione tradizionale, sottolinea la manager, combina capacità finanziaria, competenze specialistiche e rapidità nella gestione dei sinistri.

    Capitale tradizionale in crescita

    Il peso della riassicurazione tradizionale emerge anche dall’evoluzione delle risorse disponibili sul mercato. Secondo Munich Re, il rapporto tra capitale della riassicurazione tradizionale e capitale alternativo è passato da 3,5 nel 2017 a quasi 4 nel 2026.

    Il capitale tradizionale continua quindi a rappresentare una componente centrale della capacità riassicurativa, sostenendo portafogli diversificati e rispondendo a esigenze differenti delle compagnie cedenti. Un vantaggio ulteriore deriva dalla possibilità di mantenere i rischi direttamente in bilancio, mettendo a disposizione capacità indipendentemente dalle condizioni del mercato della retrocessione.

    Munich Re richiama, a questo proposito, il sostegno fornito al mercato turco dopo il terremoto del 2023, attraverso l’immissione di capitale aggiuntivo. La capacità di intervenire rapidamente si è manifestata anche dopo l’alluvione provocata dalla tempesta Bernd in Germania: alcuni pagamenti ai cedenti sono stati effettuati nel giro di poche ore, mentre il tempo medio di liquidazione è stato pari a 4,4 giorni.

    Cambiamenti climatici e inflazione sotto osservazione

    I segnali del cambiamento climatico sono sempre più evidenti. Nell’estate del 2026, le temperature in Francia hanno raggiunto livelli di 3,6 gradi superiori alla media, mentre nel 2025 la superficie complessiva bruciata dagli incendi in Europa ha superato i 10.000 chilometri quadrati.

    Gli effetti del riscaldamento globale non riguardano soltanto ondate di calore, siccità e incendi boschivi, ma coinvolgono anche agricoltura, produzione energetica e infrastrutture di trasporto. L’aumento delle temperature può inoltre intensificare le precipitazioni estreme e le inondazioni, mentre le variazioni delle condizioni atmosferiche possono influire sui danni provocati dalla grandine.

    Secondo Munich Re, circa il 70% dei danni assicurati da catastrofi naturali in Europa negli ultimi vent’anni è riconducibile a rischi non di picco, ossia non legati esclusivamente ai singoli eventi catastrofali più estremi. Un dato che evidenzia l’importanza di considerare anche i fenomeni più frequenti nella valutazione delle esposizioni, nella definizione dei premi e nelle strategie di prevenzione.

    A complicare il quadro è l’inflazione dei costi. Nel settore automobilistico tedesco, tra il 2017 e il 2025, i costi dei ricambi sono aumentati in media del 6,1% all’anno e quelli sanitari del 4,4%, mentre il premio medio è cresciuto del 2,2% annuo. La divergenza tra queste dinamiche mette in evidenza, secondo il gruppo, la necessità di analizzare le singole componenti di costo e i loro effetti sui portafogli assicurativi.

    Cyber risk, cresce il divario di protezione

    Un’altra area di crescente attenzione è quella informatica. L’intelligenza artificiale, le tensioni geopolitiche e le maggiori interdipendenze digitali stanno modificando la frequenza e la natura delle minacce cyber, mentre aumenta il costo economico della criminalità informatica.

    Munich Re evidenzia che l’89% delle aziende ritiene di non essere sufficientemente protetto. Il divario di protezione rimane significativo anche in Europa, rendendo necessari investimenti in competenze, analisi dei dati e modellizzazione delle esposizioni emergenti.

    La risposta a un panorama dei rischi sempre più interconnesso passa, secondo il riassicuratore, dalla combinazione di capitale affidabile, conoscenze specialistiche, innovazione e prevenzione.

    «La riassicurazione tradizionale coniuga un capitale affidabile con una profonda competenza, soluzioni innovative per un panorama dei rischi sempre più complesso e la solidità finanziaria necessaria per far fronte a sinistri di grande entità quando si verificano», conclude Kopff.

  • Helvetia Italia punta sulla rete agenziale: oltre 100 nuove aperture in tre anni

    Helvetia Italia punta sulla rete agenziale: oltre 100 nuove aperture in tre anni

    Helvetia Italia rafforza il proprio impegno nei confronti della rete agenziale e annuncia l’apertura di oltre 100 nuove agenzie nei prossimi tre anni. Il piano di sviluppo è stato presentato in occasione della Convention Agenti 2026, tenutasi il 20 ottobre a Milano e intitolata Energia, Fiducia, Crescita. Il nostro patto per il futuro, durante la quale la compagnia ha delineato le priorità strategiche per i prossimi anni, confermando il ruolo centrale del mercato italiano nei piani di crescita.

    Al centro della strategia c’è il consolidamento del rapporto con gli agenti, considerati un elemento fondamentale per la relazione con la clientela e per lo sviluppo del business. Un orientamento ribadito da Christine Theodorovics, ceo LIAM del Gruppo Helvetia Baloise, che ha definito l’Italia un mercato strategico, e da Robert Gauci, ceo del Gruppo Helvetia Italia, che ha sottolineato l’importanza di rafforzare la collaborazione con la rete per raggiungere obiettivi comuni e creare valore.

    Nuove agenzie e investimenti sulla distribuzione

    Il piano illustrato da Emanuela Mantini, chief Distribution, Retail & SME officer, prevede una maggiore capillarità della presenza sul territorio, con particolare attenzione al Centro-Sud. Tra le direttrici di sviluppo figurano anche percorsi di crescita pluriennali personalizzati per le agenzie, il potenziamento della consulenza nei comparti vita, risparmio e previdenza e l’incremento della produttività commerciale.

    A supporto della rete, la compagnia intende investire in campagne commerciali, formazione, competenze, offerta assicurativa e strumenti operativi dedicati. L’obiettivo è rendere più semplici ed efficaci i processi e i servizi, valorizzando il contributo degli agenti nella costruzione dell’offerta e nell’individuazione delle esigenze di famiglie e imprese.

    «Abbiamo l’ambizione di rendere Helvetia una compagnia sempre più rilevante nel mercato assicurativo italiano e vogliamo farlo insieme alla nostra rete, offrendo protezione danni e Vita a 360 gradi a famiglie e imprese», ha dichiarato Mantini. La crescita, ha aggiunto, dovrà essere profittevole, sostenuta dalla qualità tecnica, e duratura, attraverso portafogli equilibrati, relazioni consolidate e una maggiore competitività dell’offerta.

    Ascolto e confronto al centro della Convention

    La Convention ha dedicato spazio anche al confronto diretto tra agenti e struttura aziendale. I partecipanti hanno potuto approfondire temi legati a sinistri, evoluzione digitale, Motor, Retail & SME, Vita e Commercial & Specialty Lines attraverso specifici hub di lavoro, concepiti per raccogliere esigenze, condividere criticità e individuare possibili soluzioni.

    Altri momenti di approfondimento hanno riguardato longevità, previdenza e trasformazione della distribuzione assicurativa, temi destinati ad avere un ruolo crescente nelle strategie del settore.

    All’incontro è intervenuto anche Alessandro Del Piero, che ha condiviso riflessioni su fiducia, leadership, senso di appartenenza e capacità di affrontare il cambiamento, collegando l’esperienza sportiva alle sfide del contesto professionale.

    Con il nuovo Patto con la rete, Helvetia Italia punta dunque a coniugare espansione territoriale, rafforzamento delle competenze e semplificazione operativa, con l’obiettivo di consolidare la propria presenza sul mercato e ampliare la capacità di protezione assicurativa rivolta a famiglie e imprese.

  • Aon nomina Leonora Siccardi Global chief execution officer per Risk Capital e Human Capital

    Aon nomina Leonora Siccardi Global chief execution officer per Risk Capital e Human Capital

    Aon ha nominato Leonora Siccardi Global chief execution officer per le divisioni Risk Capital e Human Capital. La nomina, annunciata il 13 ottobre 2026, è effettiva da subito e prevede che la manager riporti a Joe Peiser, ceo di Risk Capital, e Byron Beebe, ceo di Human Capital.

    Il nuovo ruolo è stato istituito per rafforzare il collegamento tra strategia, priorità di investimento e attuazione operativa nelle diverse aree di attività del gruppo, tra cui Advisory e Analytics. Tra gli obiettivi figurano una maggiore collaborazione tra le divisioni, lo sviluppo di nuove competenze e una più efficace traduzione delle priorità strategiche in soluzioni per i clienti.

    «Leonora è una leader affermata, che ha dedicato la sua carriera a trasformare le strategie in risultati per i clienti», ha dichiarato Joe Peiser, sottolineando la sua esperienza nella gestione di cambiamenti complessi e nella collaborazione tra diverse aree geografiche.

    Secondo Byron Beebe, l’integrazione più stretta tra Risk Capital e Human Capital offre nuove opportunità per i clienti: «L’attenzione di Leonora all’allineamento delle priorità, delle competenze e degli investimenti ci aiuterà a cogliere queste opportunità con maggiore rapidità e su più ampia scala».

    Siccardi vanta oltre vent’anni di esperienza internazionale nel settore assicurativo e riassicurativo, maturata in gran parte in Aon. Continuerà a ricoprire gli incarichi di Chief claims officer di Reinsurance Solutions e Global head of client solutions per Risk Capital, mantenendo le responsabilità legate allo sviluppo delle attività commerciali e delle soluzioni specialistiche per la gestione dei sinistri.

    «Le strategie più efficaci creano valore quando priorità ed esecuzione sono pienamente connesse», ha commentato Siccardi, indicando come obiettivo del nuovo incarico il rafforzamento delle sinergie tra Risk Capital e Human Capital e la capacità di offrire ai clienti le competenze del gruppo in modo coordinato e su scala globale.

  • Cambio ai vertici di Alleanza Assicurazioni

    Cambio ai vertici di Alleanza Assicurazioni

    Il Consiglio di amministrazione di Alleanza Assicurazioni, riunitosi lo scorso 24 settembre sotto la presidenza di Andrea Mencattini, ha preso atto delle dimissioni di Davide Passero, che ha lasciato gli incarichi di amministratore delegato, direttore generale e consigliere.

    Al suo posto, con effetto immediato, è stato nominato Marco Oddone, già consigliere di Alleanza, che ha assunto anche l’incarico di direttore generale.

    Oddone ha maturato una lunga esperienza nel settore assicurativo e nella consulenza finanziaria. Entrato nel Gruppo Generali nel 2000, ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità in Banca Generali, nella capogruppo Assicurazioni Generali e in Generali Italia, dove attualmente è chief marketing & distribution officer.

    In Alleanza, Oddone aveva già ricoperto il ruolo di responsabile marketing e distribuzione della compagnia dal 2015 al 2020.

    Il presidente Andrea Mencattini, il country manager e Ceo di Generali Italia Giancarlo Fancel e il Consiglio di amministrazione hanno espresso a Passero il loro ringraziamento per il lavoro svolto alla guida della compagnia e per i 25 anni di impegno nel Gruppo Generali.

  • Helvetia Italia, Alice Peruzzotti nuova chief risk officer

    Helvetia Italia, Alice Peruzzotti nuova chief risk officer

    Alice Peruzzotti è la nuova chief risk officer del Gruppo Helvetia Italia. La nomina si inserisce nel percorso di allineamento con il Gruppo Helvetia Baloise e punta a rafforzare il sistema di governo e controllo dei rischi.

    Peruzzotti riporterà direttamente al ceo di Helvetia Italia Robert Gauci e funzionalmente alla Group chief risk officer Karina Schreiber, e farà inoltre parte dei Consigli di amministrazione delle compagnie del Gruppo in Italia.

    La nuova Cro arriva da Groupama Assicurazioni, dove ha guidato la funzione di Gestione dei Rischi e Controllo Permanente e ha ricoperto successivamente il ruolo di CRO ad interim. In precedenza ha lavorato in Groupama Assurance Mutuelles, Coface, Oddo & Cie e Standard & Poor’s, maturando un’esperienza internazionale tra Italia e Francia.

    La nuova funzione avrà l’obiettivo di integrare maggiormente gestione dei rischi, governance e strategia aziendale, favorendo il coordinamento tra le diverse funzioni di controllo e supportando il management nelle decisioni.

    «L’esperienza internazionale maturata da Alice, unita alla profonda conoscenza dei processi di gestione dei rischi e delle dinamiche del settore assicurativo, rappresenteranno un importante valore aggiunto per il Gruppo Helvetia Italia. Siamo convinti che il suo contributo favorirà una collaborazione sempre più trasversale tra le diverse funzioni e un dialogo costante con le strutture internazionali del Gruppo», ha dichiarato Robert Gauci, Ceo del Gruppo Helvetia Italia.

  • Generali debutta ai Lloyd’s con il Syndicate 2031 Red Bridge

    Generali debutta ai Lloyd’s con il Syndicate 2031 Red Bridge

    Generali si prepara a entrare per la prima volta nel mercato dei Lloyd’s con il Syndicate 2031 Red Bridge. Il gruppo ha ottenuto l’approvazione preliminare per avviare le attività di sottoscrizione nel 2027, dando vita a una nuova iniziativa nell’ambito della strategia riassicurativa e in linea con il piano “Lifetime Partner 27: Driving Excellence”.

    L’obiettivo di Generali è ampliare l’accesso a fonti diversificate di capitale di rischio e rafforzare le partnership nel mercato riassicurativo internazionale, facendo leva sulla rete globale di licenze, sulla solidità finanziaria e sulla presenza commerciale dei Lloyd’s.

    «Il lancio del Syndicate 2031 Red Bridge rappresenta una tappa importante nell’evoluzione della nostra strategia riassicurativa, con l’obiettivo di ottimizzare il capitale a livello di Gruppo», ha dichiarato Franco Urlini, Group chief P&C & reinsurance officer di Generali. «Possiamo sviluppare soluzioni di trasferimento del rischio personalizzate e innovative, accedendo al contempo a nuove fonti di capitale per sostenere le ambizioni di crescita del nostro portafoglio danni».

    Un portafoglio diversificato per il mercato dei Lloyd’s

    Il Syndicate assumerà una quota delle cessioni riassicurative di Generali relative a diverse linee di business. Il portafoglio del gruppo offre un’esposizione significativa ai rischi dell’Europa continentale, complementare al tradizionale orientamento globale dei Lloyd’s, e comprende un mix di attività retail e middle market distribuite tra diverse aree geografiche e categorie di rischio.

    «Siamo lieti di accogliere Generali con il lancio del Syndicate 2031 Red Bridge», ha commentato Dawn Miller, chief commercial officer dei Lloyd’s e Ceo di Lloyd’s Americas. Secondo Miller, questa iniziativa contribuirà a creare connessioni più strette tra assicurazione, riassicurazione e mercati dei capitali, rafforzando il ruolo dei Lloyd’s nello sviluppo di soluzioni innovative per il trasferimento del rischio.

  • Generali, Emanuele Moneghini nominato Group chief audit officer

    Generali, Emanuele Moneghini nominato Group chief audit officer

    Generali ha nominato Emanuele Moneghini Group chief audit officer, con effetto dal 1° ottobre 2026. Nel nuovo incarico sarà responsabile della funzione Group Audit e del coordinamento delle attività di Internal Audit del gruppo, con il compito di valutare l’adeguatezza e l’efficienza del sistema di controllo interno e degli altri elementi della governance aziendale.

    Entrato in Generali nel 2005, Moneghini ha ricoperto nel corso degli anni ruoli di crescente responsabilità. Nel 2015 è stato nominato Head of internal audit Austria, Central Eastern Europe & Russia, mentre nel 2021 ha assunto l’incarico di Group head of GHO & Thematic Audit.

  • Clima, guerre e tensioni sociali: gli italiani temono il futuro

    Clima, guerre e tensioni sociali: gli italiani temono il futuro

    Il cambiamento climatico preoccupa, le tensioni internazionali alimentano l’incertezza economica e la società appare sempre più divisa. A rendere più difficile guardare al futuro è anche la sensazione che le prossime generazioni vivranno peggio di quelle attuali. È il quadro che emerge dalla tredicesima edizione del Future Risks Report 2026 di Axa, realizzato in collaborazione con Ipsos, che ha raccolto le opinioni di 4.345 esperti in 62 Paesi e territori e di 24.000 cittadini in 19 Paesi.

    In Italia, la principale fonte di preoccupazione resta il clima: l’88% degli intervistati si sente vulnerabile ai suoi effetti. Eppure, quando si passa dalla percezione alla pratica, la disponibilità a intervenire si riduce sensibilmente: appena il 26% si dice disposto a investire per adattare la propria abitazione agli impatti del cambiamento climatico. Segno di una consapevolezza diffusa che fatica ancora a tradursi in scelte concrete.

    Subito dopo il clima arriva la geopolitica, che in Italia pesa più che nel resto del mondo. Il 78% dei cittadini teme le conseguenze dell’instabilità internazionale, contro una media globale del 68%. Guerre e tensioni non sono percepite come fenomeni lontani: a preoccupare sono anche le possibili ricadute sui prezzi, sulle forniture energetiche e sulla sicurezza economica delle famiglie.

    «Il Future Risks Report fotografa un cambiamento profondo: rischi che fino a pochi anni fa guardavamo in prospettiva di programmazione stanno diventando sempre più strutturali», osserva Chiara Soldano, ceo di Axa Italia. «Clima, tensioni geopolitiche e fragilità sociali sono sempre più interconnessi e richiedono un approccio capace di anticiparne gli impatti». Da qui la necessità, sottolinea Soldano, di puntare sulla prevenzione: «Occorre prepararsi prima, ridurre gli effetti dei rischi e rafforzare la capacità di risposta».

    Incertezze e pessimismo

    A rendere il quadro più incerto è anche la percezione di una società frammentata. Il 72% degli italiani ritiene che le divisioni sociali siano sempre più marcate e il 59% dichiara di aver sperimentato tensioni con persone appartenenti ad altre generazioni. A colpire è soprattutto lo sguardo rivolto al domani: il 61% pensa che le generazioni future avranno una qualità della vita peggiore, contro il 55% della media europea e il 46% di quella globale.

    Dietro il pessimismo ci sono anche ragioni economiche. Per il 65% degli italiani, il costo della vita è la principale causa del calo della natalità; il 36% chiama in causa anche un sostegno insufficiente ai genitori. Le difficoltà del presente, insomma, sembrano condizionare sempre più la fiducia nel futuro.

    Sul fronte tecnologico, il rapporto mette in luce una distanza tra la percezione degli esperti e quella dei cittadini. Se a livello globale intelligenza artificiale e big data sono considerati il principale rischio dagli specialisti, in Italia l’AI si colloca al terzo posto tra gli esperti e soltanto al nono tra la popolazione. La tecnologia, tuttavia, non viene vista soltanto come una minaccia: il 63% degli esperti italiani ritiene che possa contribuire a mitigare i rischi.

    La prevenzione convince, ma non basta

    È proprio sulla capacità di prepararsi che il rapporto individua una delle contraddizioni più evidenti. Il 90% degli italiani è convinto che i principali rischi possano essere evitati o contenuti attraverso adeguate misure preventive, ma il 73% ammette di non sentirsi pronto ad affrontare una crisi di ampia portata.

    La disponibilità ad agire cambia a seconda dell’impegno richiesto: l’86% si sottoporrebbe, o si è già sottoposto, a un controllo sanitario annuale e l’82% rafforzerebbe la propria sicurezza digitale. La quota scende al 57% quando si parla di preparazione alle emergenze e al 26% per gli interventi di adattamento climatico della casa.

    Il messaggio del Future Risks Report è chiaro: in un mondo in cui le crisi si intrecciano e producono effetti sempre più vicini alla vita quotidiana, riconoscere i rischi non è sufficiente. La sfida è trasformare la consapevolezza in prevenzione, investimenti e capacità concreta di reagire.

  • “I navigati”, al via la campagna contro le truffe on line e digitali

    “I navigati”, al via la campagna contro le truffe on line e digitali

    Prende il via la nuova edizione de I Navigati, la campagna di sensibilizzazione dedicata alla sicurezza informatica, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza dei cittadini sui rischi legati alle truffe online e promuovere comportamenti più sicuri nell’utilizzo degli strumenti digitali. Particolare attenzione è rivolta alle frodi che sfruttano le potenzialità dell’intelligenza artificiale, una minaccia sempre più presente nel panorama della criminalità informatica.

    Promossa da CertFin, il Computer Emergency Response Team del settore finanziario italiano, l’iniziativa coinvolge Banca d’Italia, Ivass, Abi, Polizia di Stato e numerosi istituti bancari. La campagna si svolge inoltre con il patrocinio del Garante per la protezione dei dati personali, dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) e dell’AgCom, con la collaborazione di realtà tecnologiche internazionali.

    Il progetto si sviluppa attraverso materiali informativi e contenuti digitali diffusi sui canali della campagna e delle banche aderenti. Le risorse sono disponibili anche sul sito ufficiale inavigati.it, dove cittadini e imprese possono trovare indicazioni pratiche per riconoscere i principali rischi informatici e adottare misure di prevenzione.

    Tra le iniziative di questa edizione si rafforza anche la presenza sul territorio con i Cybersecurity Open Days “ConsapevolMente insieme”. Promossi dalle banche aderenti, gli incontri si svolgono nelle filiali e offrono ai cittadini occasioni di informazione e confronto sui rischi digitali e sulle strategie per contrastare le frodi.

    La prevenzione e la diffusione di una maggiore cultura della sicurezza restano al centro della collaborazione tra CertFin, Abi e istituti bancari, un impegno condiviso anche in occasione del Salone della Sicurezza-WeSec, che ha riunito autorità, istituzioni e rappresentanti del settore pubblico e privato per affrontare il tema della sicurezza nelle sue diverse dimensioni.

  • Sara Assicurazioni, utile semestrale a 47,4 milioni

    Sara Assicurazioni, utile semestrale a 47,4 milioni

    Il Gruppo Sara Assicurazioni archivia il primo semestre 2026 con un utile netto consolidato di 47,4 milioni di euro, in aumento del 2,2% rispetto ai 46,4 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. L’indice di solvibilità di Gruppo si attesta al 373%, confermandosi ampiamente al di sopra dei requisiti regolamentari.

    I risultati emergono dalle relazioni semestrali approvate dal Consiglio di amministrazione di Sara Assicurazioni, riunitosi il 23 settembre 2026. La capogruppo registra una raccolta premi di 390 milioni di euro, in linea con il primo semestre dello scorso anno, e un utile netto di 28,4 milioni, con un solvency ratio del 365%.

    Performance positiva per la controllata Sara Vita, che segna una crescita della raccolta premi del 19,7%, raggiungendo quota 73,5 milioni di euro. L’utile netto si attesta a 5,2 milioni, mentre l’indice di solvibilità raggiunge il 445%.

    «Il semestre conferma la solidità del Gruppo: l’utile si consolida, la solvibilità si mantiene su livelli di assoluta eccellenza e Sara Vita registra un incremento a doppia cifra della raccolta», ha dichiarato Alberto Tosti, direttore generale del Gruppo Sara. Tosti ha inoltre sottolineato che, nonostante i numerosi eventi climatici estremi che hanno caratterizzato l’avvio del secondo semestre, l’equilibrio tecnico della compagnia non ha subito, allo stato, variazioni rilevanti.

    I risultati arrivano nell’anno in cui Sara Assicurazioni celebra gli 80 anni dalla fondazione. Il Gruppo conferma l’intenzione di proseguire gli investimenti, insieme ad Aci, per rafforzare il rapporto con la rete agenziale e sostenere la protezione delle famiglie italiane.