
Una collaborazione stabile tra Ivass e Covip per rafforzare la cultura assicurativa e previdenziale in Italia, coinvolgendo anche gli operatori del settore, le imprese e le organizzazioni della società civile. È la strada indicata da Paolo Angelini, presidente dell’Ivass, nel suo intervento alla Giornata dell’Educazione Assicurativa e Previdenziale, che si è svolta il 5 novembre nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, a Roma, sul tema “Diffondere la cultura assicurativa e previdenziale: quale ruolo per gli stakeholder?”.
Angelini ha auspicato che l’iniziativa rappresenti l’avvio di una collaborazione proficua e duratura tra Ivass e Covip, sottolineando come la diffusione delle conoscenze assicurative e previdenziali richieda un impegno coordinato delle istituzioni. Un’esigenza resa ancora più urgente dai ritardi che caratterizzano l’Italia sul fronte dell’alfabetizzazione finanziaria.
Italia ancora indietro sulle competenze finanziarie
I dati richiamati dal presidente dell’Ivass restituiscono un quadro poco incoraggiante. Secondo l’indagine Ocse/Infe del 2023, l’Italia raggiunge 53 punti su 100 in educazione finanziaria, contro una media Ocse di 63. Ancora più significativo il deficit di conoscenze in ambito assicurativo: soltanto un adulto su tre raggiunge un livello sufficiente. A questo si aggiunge un fenomeno che Angelini definisce di overconfidence: molti cittadini ritengono di possedere competenze superiori a quelle effettive e finiscono per prendere decisioni in autonomia senza un’adeguata consapevolezza dei rischi e delle coperture necessarie.
La scarsa comprensione dei prodotti assicurativi si riflette anche nella sottoassicurazione, ovvero nella limitata propensione a sottoscrivere coperture facoltative. Sul versante previdenziale, invece, pesa la difficoltà di pianificare il proprio reddito futuro, anche a causa della complessità delle decisioni e del lungo intervallo tra il momento della scelta e quello in cui se ne manifestano gli effetti.
La cooperazione tra Ivass e Covip
È proprio la natura complementare delle rispettive competenze a rendere strategica una collaborazione tra le due autorità. Assicurazione e previdenza, ha osservato Angelini, sono ambiti nei quali il livello di consapevolezza dei cittadini risulta particolarmente debole e che condividono questioni di lungo periodo legate alla sostenibilità del welfare.
L’invecchiamento della popolazione pone infatti al centro due esigenze: la protezione della salute e il mantenimento di un adeguato tenore di vita dopo il pensionamento. In questo scenario, le polizze sanitarie e quelle per la perdita dell’autosufficienza possono affiancare gli strumenti di previdenza complementare, contribuendo a costruire una protezione più ampia.
L’educazione assicurativa e quella previdenziale dovrebbero quindi essere affrontate anche attraverso percorsi formativi integrati, capaci di mettere in relazione bisogni di protezione e pianificazione pensionistica.
Scuola, imprese e intermediari: il ruolo degli stakeholder
La formazione dei cittadini non può tuttavia limitarsi al mondo scolastico. L’inserimento dell’educazione finanziaria nell’ambito dell’educazione civica rappresenta, secondo Angelini, un passaggio fondamentale, ma i risultati della riforma si vedranno soltanto nel lungo periodo. Resta quindi necessario intervenire anche sulla popolazione adulta, con particolare attenzione alle persone con redditi e livelli di istruzione più bassi, maggiormente esposte a carenze di conoscenze finanziarie.
Per raggiungere questi segmenti della popolazione sarà necessario mobilitare una pluralità di soggetti: associazioni dei consumatori, sindacati, fondazioni, università, datori di lavoro e operatori del settore.
Un ruolo specifico può essere svolto anche dagli intermediari finanziari e assicurativi, grazie al rapporto diretto e capillare con la clientela. Angelini riconosce il possibile conflitto di interessi legato al loro coinvolgimento nelle iniziative educative, ma ritiene che questo rischio possa essere gestito attraverso adeguate cautele, senza rinunciare al contributo di chi opera quotidianamente a contatto con i consumatori.
Anche le imprese possono diventare un canale importante di sensibilizzazione, attraverso il welfare aziendale e iniziative rivolte ai lavoratori. In questo quadro si inserisce la recente riforma della previdenza complementare, che ha introdotto nuovi obblighi informativi per i datori di lavoro e il meccanismo di adesione tramite silenzio-assenso per i neoassunti. Un tema rilevante, considerando che, secondo il dato citato da Angelini, alla fine del 2025 solo il 40% dei lavoratori aveva aderito alla previdenza complementare.
Consapevolezza per affrontare le nuove sfide
La necessità di rafforzare l’alfabetizzazione finanziaria assume ulteriore rilevanza in un contesto caratterizzato da incertezze geopolitiche e dalla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale, che non si limita più a fornire informazioni ma interviene sempre più spesso anche nei processi decisionali.
Per Angelini, l’obiettivo deve essere quello di formare consumatori consapevoli, capaci di valutare criticamente le proprie esigenze e scegliere le soluzioni più adeguate. Una maggiore conoscenza finanziaria, assicurativa e previdenziale è inoltre una condizione necessaria per orientare il risparmio verso investimenti produttivi e sostenere lo sviluppo economico.
La cooperazione tra le autorità e il coinvolgimento degli stakeholder rappresentano, in questa prospettiva, gli strumenti per trasformare l’educazione finanziaria da iniziativa di sensibilizzazione a leva concreta di protezione dei cittadini e di crescita del Paese.
Domande frequenti su Educazione finanziaria, Angelini: “Serve un’alleanza tra Ivass e Covip
Paolo Angelini ha proposto un'alleanza stabile e duratura tra Ivass e Covip per rafforzare la cultura assicurativa e previdenziale. Questa collaborazione strategica mira a unire le competenze delle due autorità per affrontare temi di lungo periodo legati alla sostenibilità del welfare e all'invecchiamento della popolazione.
Secondo l'indagine Ocse/Infe del 2023, l'Italia registra un punteggio di 53 su 100 in educazione finanziaria, contro una media Ocse di 63. Inoltre, in ambito assicurativo, soltanto un adulto su tre possiede un livello di conoscenza sufficiente, un deficit aggravato dalla tendenza dei cittadini a sovrastimare le proprie competenze (overconfidence).
Gli intermediari avranno un ruolo cruciale grazie al loro rapporto diretto e capillare con la clientela. Sebbene esista un potenziale rischio di conflitto di interessi, Angelini ritiene che possa essere gestito con adeguate cautele per non rinunciare al loro prezioso contributo sul campo.
Le imprese possono sensibilizzare i dipendenti attraverso il welfare aziendale e iniziative specifiche. Questo ruolo è rafforzato dalla recente riforma della previdenza complementare, che prevede nuovi obblighi informativi per i datori di lavoro e il meccanismo del silenzio-assenso per i neoassunti.
Una maggiore consapevolezza è necessaria per affrontare le incertezze geopolitiche e l'impatto dell'intelligenza artificiale nei processi decisionali. Inoltre, serve a contrastare la sottoassicurazione e a orientare il risparmio verso investimenti produttivi che sostengano la crescita del Paese.