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Distribuzione

Intermediari assicurativi: come cambia il mercato tra aggregazioni e IA

Aggregazioni, ricambio generazionale, concorrenza delle banche e intelligenza artificiale stanno ridisegnando il futuro di agenti e broker. Per restare competitivi serviranno maggiore capacità imprenditoriale, specializzazione e investimenti nella consulenza

Il mondo della distribuzione assicurativa è davanti a una trasformazione che non riguarda soltanto le tecnologie, ma il modo stesso di fare impresa. Per agenti e broker diventano sempre più importanti le dimensioni delle strutture, la capacità di individuare nuove opportunità di mercato e la possibilità di distinguersi attraverso competenze specialistiche. In questo scenario, aggregazioni, operazioni di fusione e acquisizione e intelligenza artificiale sono destinati a incidere profondamente sugli equilibri del settore.

A delineare questo scenario è la ricerca realizzata dall’Osservatorio sul mercato assicurativo del Centro Baffi dell’Università Bocconi, personalizzata per Cgpa Europe e presentata a Milano in occasione della tredicesima edizione dell’Osservatorio Europeo degli Intermediari Assicurativi.

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Lo studio restituisce l’immagine di una categoria consapevole delle sfide che l’attendono. Come ha sottolineato Patrizia Contaldo, direttrice dell’Osservatorio sul mercato assicurativo del Centro Baffi Bocconi, la trasformazione della distribuzione è soltanto all’inizio. La competitività dipenderà sempre più dalle capacità imprenditoriali, oltre che da quelle professionali. Da qui la necessità di crescere attraverso fusioni e acquisizioni oppure di puntare sulla specializzazione, utilizzando l’IA per guadagnare efficienza e valorizzare la consulenza.

Il nodo del ricambio generazionale e le acquisizioni

Uno dei principali motori del cambiamento è il ricambio generazionale. Per il 90% degli intervistati, le aggregazioni rappresentano una risposta necessaria a una difficoltà che interessa da vicino il mondo delle agenzie: molti professionisti non hanno eredi diretti e non hanno pianificato per tempo il passaggio di consegne. Non è un caso che il 90% del campione consideri prioritario anche il riposizionamento strategico della propria attività, per fronteggiare nuovi competitor come le MGA.

Per il 50% degli intervistati è arrivato il momento di adottare una vera cultura d’impresa. Le strade indicate sono diverse: aumentare la massa critica del portafoglio, concentrarsi su nicchie ad alta redditività e rafforzare il presidio territoriale. Tuttavia, il 70% guarda con preoccupazione alla frammentazione dei collaboratori iscritti alla sezione E del RUI, che può esporre a rischi di responsabilità civile.

La trasformazione è già evidente sul fronte M&A. Nel triennio 2023-2025, l’80% delle operazioni ha riguardato società di brokeraggio, mentre il restante 20% ha interessato agenzie assicurative. A muoversi sono soprattutto operatori di maggiori dimensioni e fondi di private equity, attratti dalla possibilità di razionalizzare i costi centralizzando funzioni come IT e compliance.

La concorrenza delle banche e il ruolo dell’IA

A complicare lo scenario c’è l’espansione della bancassicurazione, indicata dal 60% degli intervistati tra i principali fattori di pressione competitiva. Le banche stanno ampliando l’offerta ai rami danni e al comparto sanitario (fenomeno segnalato dal 40%), forti della disponibilità di informazioni sui clienti. La risposta degli intermediari tradizionali deve puntare sulla qualità della relazione e su una consulenza realmente personalizzata.

Sul fronte tecnologico, l’intelligenza artificiale non viene percepita come una minaccia, ma come uno strumento di efficienza. Circa il 40% delle agenzie si considera già early adopter. A preoccupare è però la gestione delle informazioni: l’80% teme possibili violazioni del GDPR legate a un utilizzo non controllato dell’IA generativa, specie con dati sanitari.

Il futuro passa dalla consulenza

La tredicesima edizione dell’Osservatorio Europeo di Cgpa Europe è stata presentata da Lorenzo Sapigni, rappresentante generale per l’Italia della compagnia. Nel suo intervento, Sapigni ha individuato tre direttrici che avranno un impatto sulla competitività: l’evoluzione della distribuzione, la crescita del ramo danni nei segmenti non auto e l’aumento della domanda nel ramo vita. Tre fenomeni che richiedono una risposta comune: rafforzare l’offerta di consulenza.

A chiudere l’incontro è stata una tavola rotonda dedicata all’evoluzione delle responsabilità degli intermediari, moderata da Maria Rosa Alaggio, direttore responsabile di We Insurance. Il confronto ha coinvolto i vertici delle principali rappresentanze: Maria Grazia Musto (Asap), Flavio Sestilli (Aiba), Enzo Sivori (Aua), Roberta Startari (Gruppo Agenti Zurich), Giuseppe Sutera (Gruppo Agenti Italiana Assicurazioni), Luigi Viganotti (Acb) e Antonio Zio (Gruppo Agenti Itas).

Domande frequenti su Intermediari assicurativi: come cambia il mercato tra aggregazioni e IA

Secondo la ricerca dell'Università Bocconi, per il 90% degli intervistati le aggregazioni sono una risposta necessaria al problema del ricambio generazionale. Molti professionisti non hanno eredi diretti e non hanno pianificato il passaggio di consegne, rendendo le fusioni una via obbligata per la continuità aziendale.

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