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Uea lancia il Codice etico per l’uso dell’intelligenza artificiale

L'Unione Europea Assicuratori ha introdotto 21 principi per guidare gli intermediari nell'utilizzo dell'AI generativa. Al centro del documento ci sono la responsabilità professionale, la tutela dei dati e la supervisione umana.

L’intelligenza artificiale generativa entra sempre più nelle attività degli intermediari assicurativi, dalla gestione delle informazioni alla preparazione delle comunicazioni con i clienti. Per accompagnare questa evoluzione, Uea ha presentato il proprio Codice etico sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa, un documento che integra il Codice Morale dell’associazione e definisce 21 principi per orientare l’impiego della tecnologia nella professione.

Il codice si fonda sulla consapevolezza che l’intelligenza artificiale possa offrire un contributo significativo al miglioramento della qualità dei servizi assicurativi, all’ottimizzazione dei tempi operativi e alla valorizzazione delle competenze professionali. Tuttavia, secondo Uea, questi benefici devono accompagnarsi a precise garanzie sul piano etico e professionale. Il principio di fondo è chiaro: la tecnologia deve supportare il professionista, senza sostituirne il giudizio, la responsabilità e la relazione con il cliente. “Non vogliamo fermare l’innovazione, vogliamo darle una direzione” afferma Mario Cipriano, presidente di Uea, sottolineando la necessità di stabilire criteri condivisi per un utilizzo consapevole degli strumenti di intelligenza artificiale.

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Responsabilità umana e tutela del cliente

Tra i punti centrali del Codice figura la responsabilità professionale, che non può essere delegata a un sistema automatizzato. L’AI può contribuire alla preparazione di analisi, documenti e comunicazioni, ma spetta all’intermediario verificare i risultati, valutarne l’attendibilità e assumersi la responsabilità delle decisioni e delle informazioni fornite. Nel settore assicurativo, dove ogni valutazione può avere conseguenze concrete sulla vita dei clienti, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale richiede particolare attenzione. Il Codice Uea pone quindi al centro la persona, richiamando il rispetto della dignità individuale, la correttezza delle informazioni e la necessità che le decisioni restino sotto il controllo di un professionista competente. La tecnologia può semplificare i processi, ma non deve tradursi in decisioni automatizzate prive di un’adeguata verifica umana.

Privacy e sicurezza dei dati

Una parte significativa del Codice è dedicata alla riservatezza. Nell’attività assicurativa, gli intermediari trattano informazioni sensibili che possono riguardare la salute, il patrimonio e la famiglia degli assicurati. L’utilizzo di strumenti di AI richiede quindi particolare attenzione alla protezione dei dati e al rispetto del segreto professionale.

Uea sottolinea come l’utilizzo dell’intelligenza artificiale debba essere accompagnato da adeguate garanzie di sicurezza, con particolare attenzione alla gestione degli accessi, alla tracciabilità delle operazioni e alla protezione delle informazioni. L’obiettivo è fare in modo che l’innovazione tecnologica non vada a scapito della tutela dei dati e della fiducia che lega l’intermediario al cliente.

L’IA come supporto al lavoro, non come sostituzione

L’intelligenza artificiale può incidere anche sull’organizzazione quotidiana del lavoro degli intermediari, alleggerendo le attività più ripetitive e lasciando più spazio alla consulenza e al rapporto con il cliente. È questa la direzione indicata da Uea, che richiama l’importanza di utilizzare la tecnologia come supporto alle persone, evitando che diventi uno strumento di discriminazione o di valutazione basato su criteri automatici poco trasparenti. L’obiettivo è valorizzare le competenze professionali, consentendo agli agenti di concentrarsi maggiormente sull’ascolto. Un passaggio che richiede anche un investimento nella formazione: conoscere le potenzialità dell’intelligenza artificiale e saperne riconoscere i limiti diventa essenziale per integrarla consapevolmente nell’attività quotidiana.

Con il nuovo Codice, Uea intende affiancare agli obblighi normativi una riflessione più ampia sulla responsabilità individuale e sui comportamenti professionali. Il messaggio dell’associazione è che l’innovazione può rappresentare un’opportunità per migliorare il servizio assicurativo soltanto se accompagnata da responsabilità, trasparenza e rispetto della persona.

Domande frequenti su Uea lancia il Codice etico per l’uso dell’intelligenza artificiale

È un documento che integra il Codice Morale dell'associazione e definisce 21 principi per orientare l'uso dell'IA generativa da parte degli intermediari assicurativi. L'obiettivo è dare una direzione all'innovazione tecnologica nella professione, migliorando i servizi senza sostituire il giudizio umano.

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